In un contesto normativo in continua evoluzione, la Delibera n. 311 del 12 luglio 2023 "Linee guida in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali", emanata dall'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dei whistleblower in Italia.
Essa si pone l'obiettivo di fornire indicazioni operative per la presentazione e la gestione delle segnalazioni esterne ad ANAC, in conformità con l'articolo 10 del Decreto Legislativo n. 24/2023, che ha recepito la Direttiva (UE) 2019/1937, con l'obiettivo di rafforzare la protezione dei segnalanti e a garantire un ambiente sicuro e trasparente per le segnalazioni.
La delibera n. 311/2023 sostituisce le precedenti Linee Guida adottate con Delibera n. 469/2021 ed è articolata in sezioni, qui di seguito uno schema riepilogativo dei punti chiave delle linee guida.
Violazioni rilevanti: Informazioni su violazioni di normative nazionali e dell’Unione Europea, illeciti penali, civili, amministrativi o contabili, reati presupposto per l’applicazione del d.lgs. n. 231/2001, violazioni dei modelli di organizzazione e gestione previsti nel citato d.lgs. n. 231/2001.
Segnalazioni escluse: Contestazioni, rivendicazioni o richieste legate a un interesse di carattere personale della persona segnalante che attengono esclusivamente ai propri rapporti individuali di lavoro o di impiego pubblico, ovvero inerenti ai propri rapporti di lavoro o di impiego pubblico con le figure gerarchicamente sovraordinate.
Caratteristiche delle segnalazioni: Devono risultare chiare le circostanze di tempo e di luogo in cui si è verificato il fatto oggetto della segnalazione, la descrizione del fatto, le generalità o altri elementi che consentano di identificare il soggetto cui attribuire i fatti segnalati.
Comunicazioni delle ritorsioni ad ANAC: La nuova disciplina include tra i soggetti che possono comunicare ad ANAC le presunte ritorsioni anche coloro che, avendo un legame qualificato con il segnalante, subiscono ritorsioni in ragione di detta connessione.
Istituzione dei canali di segnalazione: I soggetti del settore pubblico e del settore privato, sentite le rappresentanze o le organizzazioni sindacali, definiscono in un apposito atto organizzativo le procedure per il ricevimento delle segnalazioni e per la loro gestione, al fine di attivare al proprio interno appositi canali di segnalazione.
Requisiti di chi gestisce le segnalazioni: Chi gestisce le segnalazioni è necessario possieda il requisito dell’autonomia, che va declinato come imparzialità e indipendenza e che sia formato sulla normativa whistleblowing.
Informazioni da inserire sul sito e sulla pagina della piattaforma per evitare errori da parte del segnalante: le amministrazioni e gli enti devono rendere disponibili informazioni su cosa si intende per whistleblowing, come deve operare il segnalante per beneficiare delle tutele previste dalla legge contro eventuali ritorsioni nell’ambito lavorativo.
La possibilità per alcuni enti di gestire in modo condiviso le segnalazioni: Al fine di ottimizzare e specializzare il lavoro sulle segnalazioni in esame, e anche in una logica di semplificazione degli adempimenti e di contenimento dei costi, il decreto consente ad enti di minori dimensioni aventi di “condividere” il canale di segnalazione interna e la relativa gestione in particolare:
La disciplina della procedura di gestione delle segnalazioni nel PIAO, PTPCT, MOG 231 o in altro atto organizzativo: Le amministrazioni e gli enti tenuti all’adozione del PIAO, del PTPCT, o suoi documenti sostitutivi, o all’adozione delle misure integrative del MOG 231 devono indicare, in questi piani le modalità con le quali l’ente intende attuare la disciplina whistlebloewing.
Tutela della riservatezza: Garanzia della riservatezza, anche tramite il ricorso a strumenti di crittografia, ove siano utilizzati strumenti informatici: della persona segnalante; del facilitatore; della persona coinvolta o comunque dei soggetti menzionati nella segnalazione; del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione.
Tutela dalle ritorsioni: La nuova disciplina fa riferimento unicamente alle ritorsioni, ampliando notevolmente, seppure in modo non esaustivo, l’elencazione delle fattispecie che possono costituire ritorsioni.
Ambito applicativo delle tutele: Le tutele previste dalla nuova disciplina non possono essere oggetto di rinuncia e operano a prescindere dalle motivazioni che hanno spinto il segnalante ad effettuare la segnalazione, divulgazione o denuncia al ricorrere delle condizioni previste.
Principi da rispettare per il trattamento dei dati personali: Trattare i dati in modo lecito, corretto e trasparente; raccogliere i dati al solo fine di gestire e dare seguito alle segnalazioni, divulgazioni pubbliche o denunce; garantire che i dati siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per le finalità per le quali sono trattati; assicurare che i dati siano esatti e aggiornati.
La presentazione e la gestione delle segnalazioni: ANAC attiva un canale esterno per le segnalazioni che garantisce, tramite il ricorso a strumenti di crittografia, la riservatezza dell’identità della persona segnalante, della persona coinvolta e della persona menzionata nella segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione.
Gestione delle segnalazioni di competenza di ANAC: Quando l’illecito segnalato attiene a materie di competenza dell’Autorità, la segnalazione pervenuta e l’allegata documentazione vengono trasmesse agli Uffici di vigilanza competenti rispetto al caso di specie, provvedendo ad espungere i dati e ogni altro elemento che possa, anche indirettamente, consentire l’identificazione del segnalante e ove presente, del facilitatore, delle persone coinvolte e delle persone menzionate nella segnalazione.
Secondo quanto previsto dall’art. 19 del d.lgs. n. 24/2023, le persone segnalanti e gli altri soggetti di cui all’art. 3, co. 5, possono comunicare ad ANAC, tramite piattaforma informatica, le ritorsioni che ritengono di avere subito.
L’iter procedimentale di gestione e analisi delle comunicazioni di misure ritorsive: In caso di comunicazione di ritorsioni, il dirigente dell’UWHIB procede al preliminare esame della comunicazione al fine di valutare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità.
Informativa al Dipartimento della Funzione Pubblica e all’Ispettorato nazionale del lavoro: In caso di ritorsioni commesse nel contesto lavorativo di un soggetto del settore pubblico, ANAC informa immediatamente il Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e gli eventuali organismi di garanzia o di disciplina, per i provvedimenti di loro competenza. In caso di ritorsioni commesse nel contesto lavorativo di un soggetto del settore privato, ANAC informa l’Ispettorato nazionale del lavoro, per i provvedimenti di propria competenza.
ANAC ha predisposto una apposita piattaforma informatica per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni di fatti illeciti e delle comunicazioni di misure ritorsive.
Ai sensi dell’art. 21 del d.lgs. n. 24/2023, ANAC applica al responsabile, sia nel settore pubblico che nel settore privato, le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie.